ROMA (ITALPRESS) – “La Federcalcio e Gennaro Ivan Gattuso hanno risolto consensualmente il contratto che legava l’allenatore calabrese alla panchina della Nazionale italiana di calcio. La Figc ringrazia Gattuso e tutto il suo staff per la serietà, la dedizione e la passione con cui hanno lavorato negli ultimi nove mesi e augura loro i migliori successi per il prosieguo della carriera”. Questo il comunicato con cui la Figc ufficializza il divorzio con Gattuso che arriva il giorno dopo le dimissioni di Gravina e Buffon, successive alla mancata qualificazione degli azzurri al Mondiale.
“Con il dolore nel cuore, non avendo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ritengo conclusa la mia esperienza sulla panchina della Nazionale – dichiara Gattuso -. La maglia azzurra è il bene più prezioso che esiste nel calcio, per questo è giusto agevolare sin da subito le future valutazioni tecniche. Desidero ringraziare il presidente Gabriele Gravina e Gianluigi Buffon, e con loro tutti i collaboratori della Federazione, per la fiducia e il supporto che mi hanno sempre garantito”.
“È stato un onore poter guidare la Nazionale e farlo anche con un gruppo di ragazzi che hanno mostrato impegno e attaccamento alla maglia. Ma il ringraziamento più grande va ai tifosi, a tutti gli italiani che in questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro amore e sostegno alla Nazionale. Sempre con l’azzurro nel cuore”.
GRAVINA “GATTUSO PERSONA SPECIALE”
“Desidero ancora una volta ringraziare Gattuso – afferma Gravina – perché, oltre ad essere una persona speciale, come allenatore ha offerto un prezioso contributo, riuscendo in pochi mesi a riportare entusiasmo intorno alla Nazionale. Ha trasmesso ai calciatori e a tutto il Paese un grande orgoglio per la maglia azzurra”.
CON GATTUSO SEI VITTORIE, UN PAREGGIO E UNA SCONFITTA
Gattuso, campione del mondo con la Nazionale del 2006 e da calciatore azzurro per 73 volte, è stato nominato commissario tecnico il 15 giugno 2025, dopo l’esonero di Luciano Spalletti. Il 5 settembre 2025 ha esordito sulla panchina azzurra a Bergamo in occasione del netto successo sull’Estonia (5-0), a cui ha fatto seguito quattro giorni dopo la pirotecnica vittoria di Debrecen contro Israele (5-4).
In tutto per lui 8 partite alla guida dell’Italia, con un bilancio di 6 vittorie, una sconfitta (in casa con la Norvegia) e 1 pareggio, ovvero quello di Zenica, contro la Bosnia che poi si è imposta ai rigori sancendo la mancata qualificazione al Mondiale degli azzurri per la terza volta consecutiva.
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