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Collina respinge gli attacchi “Nessuno influenza gli arbitri, nemmeno Infantino”

Redazione 11 ore ago 0
Collina respinge gli attacchi “Nessuno influenza gli arbitri, nemmeno Infantino”

ROMA (ITALPRESS) – Nessuno può affermare che l’arbitraggio Fifa possa essere influenzato da qualcuno, nemmeno dal presidente Gianni Infantino”. A dirlo in un’intervista ai media della federazione che governa il calcio internazionale è Pierluigi Collina, chief refereeing officer della Fifa, dopo le recenti polemiche per le direzioni di gara ai Mondiali. Donald Trump aveva definito “sospetto” Claus, l’arbitro che aveva espulso l’attaccante statunitense Balogun, mentre la Federcalcio egiziana ha criticato duramente il fischietto francese Letexier dopo la sconfitta con l’Argentina. “Il confronto costruttivo sulle decisioni farà sempre parte del calcio, ma le accuse infondate non hanno posto nel nostro sport. Nessuno può mettere in discussione l’integrità degli arbitri dei Mondiali. Quando ciò accade, si possono scatenare reazioni che sfociano in minacce contro di loro e le loro famiglie. Questo non è giusto”, ha sottolineato Collina che precisa come Infantino abbia “sempre dimostrato il suo pieno sostegno al Fifa Team One, riponendo in noi la massima fiducia e permettendoci di lavorare in completa indipendenza. Gli ufficiali di gara prendono decisioni oneste e, proprio come i giocatori e gli allenatori, cercano sempre di dare il massimo”.

“Solitamente, durante una competizione, preferiamo non concentrarci su episodi specifici – ha spiegato Collina -. Tuttavia, dopo aver chiarito di recente cosa osservano gli ufficiali di gara quando i giocatori in attacco cercano di impedire al portiere avversario di muoversi e di difendere la porta, abbiamo voluto fare chiarezza anche su un altro argomento che ha suscitato dibattito”. Il responsabile arbitrale ha quindi ricordato la procedura di analisi di ciascun episodio: “Dopo ogni gol, il Var controlla la fase di possesso offensivo. Se viene identificato un fallo nella fase di costruzione dell’azione e si ritiene che abbia influito sul gol, il Var raccomanderà una revisione in campo. Non esiste un limite definito né per quanto riguarda la distanza dalla porta né per il lasso di tempo intercorso tra l’episodio e il gol”.

Poi si passa all’analisi del singolo episodio: “Un esempio di ciò si è verificato nella partita Argentina-Egitto, dove il numero 19 egiziano Marwan Attia ha chiaramente calpestato il piede del numero 6 argentino Lisandro Martínez”, è il riferimento al gol annullato agli egiziani.

“Riteniamo che un fallo sia un fallo. Indipendentemente dal fatto che il fallo appaia ‘evidente’, se l’arbitro non lo ha visto sul campo di gioco, il Var può intervenire – ha aggiunto -. Allo stesso modo, se non viene rilevato alcun fallo nell’azione che ha portato a un gol, il Var informerà l’arbitro di conseguenza. Calpestare il piede di un avversario è fallo, mentre un difensore che tocca prima il pallone e poi effettua un normale contatto calcistico non commette infrazione. Anche in questo caso, un esempio si è verificato alla fine della stessa partita. L’arbitro e il Var hanno giudicato normale il contatto calcistico tra il numero 10 dell’Egitto Mohamed Salah e il numero 10 dell’Argentina Julián Alvarez”.

In quell’occasione i Faraoni avevano chiesto un rigore. L’arbitro ha lasciato correre e il Var non è intervenuto, permettendo all’Albiceleste di proseguire l’azione e realizzare il gol del 3-2 con un gran colpo di testa di Enzo Fernandez. Tante le polemiche, ma il bilancio di Collina, a otto partite dalla fine del Mondiale, è positivo: “Nel complesso, siamo soddisfatti. Tuttavia, con un numero così elevato di partite giocate in un periodo di tempo relativamente breve, è normale che alcune cose non vadano come previsto. In questi casi, siamo pronti a lavorare ancora più duramente per assicurarci di essere pienamente preparati per la prossima partita”. A partire da stasera: Francia-Marocco, primo quarto di finale. Arbitra Facundo Tello, direttore di gara dal cartellino facile.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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